Gilly - Vita nel Bisagno

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Gilly

Per i più piccoli > I racconti di Mamma Germana




Gilly
di Marina De Mattia

Era un bel pomeriggio, i pulcini erano molto contenti e giocavano a bordo del torrente. Si sentivano pieni di energia ed avevano una gran voglia di correre nel prato. Con passo veloce e ancora un po’ traballante risalirono la riva. Mentre si rincorrevano, videro davanti a loro uno strano animale.
Non avevano mai visto niente di simile, così grande, peloso e... con quattro zampe!!!  
Ad un tratto, quella nuvola di pelo si mosse e cominciò a correre verso di loro.  I piccoli germani erano rimasti impietriti, non sapevano cosa fare… Mamma Germana attraversò velocemente il torrente in un frullio d’ali e richiamò forte a sé i pulcini riportandoli in acqua.
Arrivati in un posto più tranquillo, salirono tutti sulla riva ed i cuccioli si accovacciarono, ancora impauriti, intorno alla mamma.
“Mamma” disse il primo, “cos’era quell’animale grossissimo?”
“e come fa a camminare con tutte quelle zampe?” aggiunse un fratellino.
“Piccoli miei" rispose mamma Germana "quello è un cane. Di solito non vive con noi nel Bisagno ma, se lo vedete, dovete stargli lontano perchè può diventare molto pericoloso… non perchè i cani sono cattivi, anzi molti  vivono con gli uomini e fanno loro compagnia proprio per il buon carattere, ma quando scendono qui vicino al torrente il loro istinto di cacciatori può prendere il sopravvento, proprio come è successo a Gilly.
“E chi è Gilly?” chiese uno dei pulcini.
Mamma Germana sfogliò il suo librone e cominciò a raccontare:











“C’era una volta una graziosa
cagnolina di nome Gilly.
Abitava con la sua padroncina Mariangela in una bella casa vicino al torrente.
Era sempre buona e, scodinzolando, faceva le feste a tutti quelli che incontrava. Con la sua faccina tonda e gli occhioni dolci, si prendeva le coccole sventolando le lunghe orecchie pelose.
Più volte, durante il giorno, scendeva a fare una passeggiata insieme a Mariangela, lungo le rive del Bisagno.
Gilly annusava curiosa tutto quello che le capitava intorno, le piaceva molto sentire il profumo dei fiori e dell’erba bagnata.
Si divertiva a correre dietro alle farfalle ed altri piccoli insetti.
Un giorno, mentre trotterellava nel prato, vide qualcosa che si muoveva dietro i cespugli: era un germano che sbatteva le ali.  Senza pensare, si buttò a capofitto contro di lui.
Per fortuna la bambina riuscì a trattenerla vicino a sé altrimenti il germano avrebbe fatto una brutta fine.
Mariangela rimproverò la cagnolina dicendole di non dare fastidio agli uccelli del torrente. Gilly era dispiaciuta, ma non l’aveva fatto apposta, l’istinto della caccia era stato più forte di lei. Passato quel brutto momento, la cagnolina si calmò, si rincantucciò vicino alla sua amica e, dopo qualche minuto, riprese tranquillamente a passeggiare nel prato.”
I pulcini annuirono con il capino e da
quel giorno continuarono a giocare
nei prati ma guardandosi intorno con
più attenzione.
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