Un'amica silenziosa - Vita nel Bisagno

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Un'amica silenziosa

Per i più piccoli > I racconti di Mamma Germana


Un'amica silenziosa
di Marina De Mattia

Una domenica, come spesso accadeva nei giorni di festa, dei cuccioli di uomo passarono sopra al ponte che attraversa il torrente riversando nelle sue acque molliche di pane.
Immediatamente arrivarono i piccioni della zona, raggiunti dai gabbiani che si lanciarono in cerca di cibo schiamazzando rumorosamente.
In tutto quel baccano solo una grossa anatra se ne stava silenziosa ed appartata, muovendosi lentamente e portando in avanti il suo lungo collo per riuscire a raccogliere qualche briciola.
“Mamma guarda quella grossa papera! - esclamò un piccolo germano - così si fa rubare tutto il pane…”
“Venite con me” rispose la mamma Germana che si accomodò in un angolo più tranquillo della riva.
Radunati i pulcini, prese il suo grosso libro, lo aprì e cominciò a raccontare:
“C’era una volta nel Bisagno, una giovane anatra che era bella e forte ma tutti gli altri pulcini la prendevano in giro perché non poteva parlare e per questo venne chiamata ‘Anatra muta’.  Quando diventò grande, la situazione non cambiò: non parlava, ed a volte riusciva solo a soffiare,






tra le risate degli altri uccelli del
torrente. Un giorno come questo, mentre passeggiava lungo la riva, alcuni uomini lasciarono cadere nel torrente un pezzo di pane.
Subito i gabbiani si alzarono in volo. Due di loro, in particolare, urlavano e si urtavano per rubarsi il ‘bottino’ finché il primo, per strillare più forte, aprì il becco e la preziosa mollica cadde nel torrente che la trasportò dove si trovava l’anatra muta, che se la mangiò”.
Chiuso il libro, mamma Germana disse: “Vedete piccoli miei, spesso, per ottenere ciò che si vuole, non è poi così importante urlare più forte degli altri… ma è meglio usare l’intelligenza per recarsi nel posto giusto per trovarlo.” I pulcini, rimasti senza parole,
seguirono la mamma che, nel frattempo, si era spostata verso la riva vicino alla
grossa anatra muta.
In quel punto, la corrente stava
trasportando i pezzi di pane più
piccoli, spinti dal vento fuori dalla mischia. In questo modo, mamma Germana riuscì, insieme alla sua amica silenziosa, a raccogliere abbastanza
briciole di pane per sè e per i suoi piccoli.





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