La fata Gocciolina - Vita nel Bisagno

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La fata Gocciolina

Per i più piccoli > I racconti di Mamma Germana




La fata Gocciolina
di Marina De Mattia

Era una giornata grigia e piovosa, così mamma Germana aveva portato i pulcini al riparo sotto un ponte.
Aspettavano che spiovesse, ma l’attesa stava diventando lunga ed i pulcini cominciavano ad annoiarsi.
“Ci racconti una favola del Bisagno?” chiesero in coro.
Mamma Germana non se lo fece ripetere due volte, aprì il suo grosso libro e cominciò a leggere:
"C’era una volta nel Bisagno, tanto tanto tempo fa una piccola fata del torrente. Il suo nome era Cilla, ma tutti la chiamavano Gocciolina perché amava molto l’acqua.
Aveva un bel faccino tondo, dei lunghi capelli neri ed un vestitino tutto bianco.
Era sempre allegra e salutava tutti quelli che incontrava.
Anche quando pioveva, non perdeva mai il sorriso  e si divertiva a raccogliere  piccole gocce d’acqua; le riuniva fino a formare delle grandi bolle trasparenti e le faceva scivolare nel torrente.
Sempre in movimento, saltellava tutto il giorno da un sasso all’altro e le piaceva molto ballare lungo il corso d’acqua.
Un giorno, mentre volteggiava leggera vicino al torrente, si alzò un vento fortissimo che sollevò Cilla e la trasportò lontano lontano fino a che superò il confine del suo mondo fatato.
Dovete sapere che quando le fate del torrente oltrepassano quel confine, non possono più tornare indietro e svaniscono nell’aria; a meno che, non riescano, con un’ultima magia, a trasformarsi in un animale del mondo reale.










Così fata Gocciolina prese la
sua bacchetta che le disse:
"Cara Cilla, non puoi restare qui come fata, ormai non sei più nel Regno di fiaba, ma se vuoi, posso trasformarti in un animale. Come ti piacerebbe restare?"
Cilla ci pensò un attimo e poi rispose:
“Vorrei poter continuare ad essere così leggera per poter ballare e mi piacerebbe tornare a bagnarmi lungo le acque di questo torrente”.
Detto, fatto, i lunghi capelli di Cilla si trasformarono in penne nere lucenti ed il suo vestitino bianco in una nuvola di piume candide.  
Era diventata un grazioso uccellino bianco e nero che volava leggero sulle acque del torrente: una splendida ballerina bianca.
Ancora oggi, se ci fate caso, lungo le rive del Bisagno, specialmente quando smette
di piovere, potete osservare questo elegante uccellino con la macchia bianca che sembra danzare leggero da una
pozza all’altra."
Mamma Germana richiuse il suo libro di storie ed i pulcini si accovacciarono silenziosi.
Dopo qualche minuto finalmente smise di piovere ed i cuccioli corsero fuori a giocare nelle nuove pozze d’acqua fangosa, che aveva lasciato la pioggia.
Una piccola ballerina bianca saltellò vicino a loro, li salutò sbattendo la lunga coda e volò via ondeggiando.




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