Gli alberi del Lungobisagno - Vita nel Bisagno

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Gli alberi del Lungobisagno

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Nel tratto compreso tra Staglieno e Marassi, il torrente Bisagno è costeggiato da vie molto trafficate che vengono percorse da automobilisti e pedoni sempre molto di fretta.
Se invece, percorrendo i marciapiedi o aspettando l’autobus, ci si ferma un attimo a guardarsi intorno, si possono fare delle osservazioni naturalistiche molto interessanti.
Il lato destro, compreso tra Staglieno e Marassi in particolare, si distingue dalle altre zone, generalmente piuttosto spoglie, per la presenza di grandi alberi.
Nel tratto che va da Staglieno fino all’incrocio con via Montaldo, ad esempio, sono presenti diversi esemplari di platano (Platanus acerifolia).
Questo è un albero costituito da un tronco diviso in grossi rami che formano una chioma ampia.
Si riconosce facilmente per la sua corteccia sottile e grigiastra che si squama mostrando placche più chiare. Con il tempo il tronco tende ad allargarsi alla base e a creare contrafforti.
Le foglie del platano sono  palmato-lobate  con i margini grossolanamente dentati, di color verde nella pagina superiore e più chiare in quella inferiore.
La fioritura avviene tra aprile e maggio, con fiori che formano dei capolini appesi ad un lungo peduncolo.
I frutti sono numerosi e riuniti in grappoli (capolini) tondeggianti che rimangono sull'albero per tutto l'inverno e si aprono poi a maturità liberando i semi piumosi.
Questi alberi sono spesso usati in ambienti urbani a scopo ornamentale per la loro grande resistenza all'inquinamento ed alle potature.
Proseguendo in direzione della foce, appena superato l’incrocio con via Montaldo, nel tratto compreso tra il ponte Campanella e Marassi, continuando lungo via Bobbio, il torrente Bisagno è affiancato da una serie di ippocastani (Aesculus ippocastanum).
Sono alberi dal portamento espanso e chioma ampia. La corteccia appare bruno-scura, liscia e fessurata longitudinalmente.
Le foglie sono molto belle, palmato-composte, con 5-7 foglioline cuneiformi a margine dentato e con un lungo picciolo.
Se ci ritrova a passare in questo tratto di Lungobisagno, vale sicuramente la pena fare una piccola sosta per osservare da vicino queste bellissime piante specialmente in primavera quando regalano una  splendida fioritura costituita da vistose pannocchie terminali ed erette di fiori bianchi.
I frutti sono delle capsule sferiche e spinose contenenti semi grossi e lucidi simili a castagne.
Platani ed ippocastani si trovano anche proseguendo lungo il corso del torrente da Marassi a Sant’Agata in quanto sono piante che si adattano bene a suoli e condizioni ambientali diverse. Ciononostante, alcuni esemplari possono diventare particolarmente sofferenti a causa di estrema siccità o malattie. In questi casi, devono essere eliminati, come è accaduto a diversi alberi  in corrispondenza di una fermata dell’autobus di via Bobbio, dove sono stati levati una decina di platani. Il Comune di Genova ha prontamente provveduto a sostituirli, anche se con una specie diversa. Sono stati piantati infatti dei piccoli esemplari di acero (Acer platanoides).                  
Questi sono alberi dal portamento con fusto diritto e una chioma a forma globosa. Le foglie sono palmate di colore verde carico che in autunno vira al giallo intenso.
I fiori sono riuniti in infiorescenze a corimbo di colore giallastro e la fioritura inizia in aprile per protrarsi sino a maggio. L’elemento più caratteristico di queste piante è rappresentato però  dai frutti costituiti da bellissime samare con ali allungate disposte ad angolo di 180°.
Tutti gli alberi del lungobisagno meritano comunque una maggiore cura in quanto, essendo presenti soltanto in questi tratti del corso urbano del torrente, rappresentano un bene prezioso per la città.
Marina De Mattia
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